Tabacco, il terrore dei denti

Tabacco, il terrore dei denti




In Italia, come in altri paesi europei come la Spagna o Croazia, in media uno su tre adulti è un fumatore abituale. Il meccanismo di azione del tabacco e dei suoi componenti ha effetti sia a livello generale come locale. A livello locale, la bocca è la porta di ingresso per il fumo irritante diretto sulle muccose della bocca. Da sottolineare come la nicotina abbia effetti diretti sulle gengive.

In generale, il tabacco altera i meccanismi naturali di difesa, inoltre interferisce nei diversi processi cellulari, causandone alterazioni più o meno gravi. Il consumo del tabacco viene associato ad una grande lista di malattie e alterazioni organiche che colpiscono anche la bocca. Un chiaro esempio di queste alterazioni è la lenta cicatrizzazione delle ferite della bocca, sia per mezzo accidentale o in caso di interventi come l’estrazione dentale.

Fumare può provocare alitosi, sia per l’odore tipico del tabacco ma anche per l’alterazione della carica batterica in bocca. Tuttavia, le principali malattie associati al consumo di tabacco e che andremo a sviluppare in questo articolo sono le malattie parodontali e il cancro alla bocca.

 

Tabacco e le malattie parodontali

 

Il tabacco è il principale fattore di rischio ambientale e il secondo fattore modificabile più importante, dopo il controllo della placca, per lo sviluppo di malattie parodontali. Uno dei meccanismi per i quali il tabacco favorisce il suo sviluppo sembra essere la riduzione e alterazione delle difese immunologiche di fronte a patogeni parodontali. I fumatori tendono a presentare un incremento nei monociti in sangue periferica con alterazione nella loro funzionalità. Un’attività fagocitica alterata può comportare un deficit nel processo di eliminazione dei patogeni della bocca. Inoltre, i linfociti B e T esposti al tabacco presentano una riduzione nella loro capacità di proliferazione e di produzione di immunoglobulina protettrice di fronte a patogeni orali.

La caratteristica tipica delle malattie parodontali associata al tabacco è la distruzione dei tessuti che sostengono i denti, con i segni derivati della perdita dell’osso, formazione delle sacche parodontali e, occasionalmente perdita di denti. Il tabacco aumenta da 5 a 20 volte, secondo la definizione della malattia, il rischio di soffrire di malattie parodontali in confronto a persone che non fumano. Questo incremento può essere causato dal fumo nel tempo, ed è relazionata sia con i cambiamenti batterici orale sia con fenomeni vascolari e infiammatori.

D’altro canto, la nicotina e il monossido di carbonio contenuti nel fumo influiscono in modo negativo nella cicatrizzazione delle ferite. Sono colpiti maggiormente da malattie parodontali e di perdita di denti.

Le ricerche hanno evidenziato che i fumatori con parodontite hanno uno risposta positiva minore ai trattamenti per curarla, sia trattamenti chirurgici che non, e sono sconsigliati interventi di tipo rigenerativo e delle gengive.

Gli studi di lunga durata hanno dimostrato che i fumatori hanno una maggiore probabilità di ripresentare malattie parodontali durante la loro vita, e per quanto riguarda i consumatori di più di 10 sigarette al giorno, si hanno le percentuali più elevate di peggioramento della malattia.

In altre ricerche si è notato che i fumatori passivi possono soffrire ancor di più di malattie parodontali, ma comunque è difficile da provare. Inoltre, i fumatori hanno un rischio maggiore di subire rigetti degli impianti, nel breve e lungo periodo.

 

Tabacco e cancro orale

Il tabacco nelle sue forme e utilizzi differenti, assieme al consumo di alcol e certe carenze nutrizionali di alcuni micronutrienti, sono tra le principali cause di cancro orale.

Il fumo contiene circa più di sessanta prodotti di combustione cancerogeno con capacità per unirsi al DNA e alterarlo. Inoltre, questo aumenta lo stress ossidativo dei tessuti e, quindi, la liberazione di specie di radicali liberi che danneggiano le proteine, lipidi, carboidrati e lo stesso DNA.

Gli studi hanno dimostrato che il rischio di soffrire di cancro alla bocca in fumatori supera da tre a cinque volte i non fumatori, che l’effetto genera dipendenza e che questo si moltiplica di forma drammatica insieme al consumo di alcool.

Le lesioni che possiamo trovare in bocca, e che hanno maggiori rischi di diventare maligne, sono le leucoplasie, descritte come placche biancastre che non possono essere rimosse con una semplice raschiatura, formano parte dell’epitelio e che stanno crescendo. Vengono attribuite generalmente al tabacco e sono precursore di cancro alla bocca e in un 10% dei casi, approssimativamente.

In conclusione, bisogna pensare che la bocca è specialmente suscettibile al tabacco e che il rischio di contrarre malattie così limitanti come la parodontite, o addirittura mortali come il cancro orale, si moltiplica in persone fumatrici. Cosi, il ruolo professionale sanitario è la chiave all’ora di motivare i fumatori a ridurre o abbandonare definitivamente il tabacco.

Soluzione

Esistono terapie farmacologiche che il personale sanitario potrà tenere in conto per contribuire alla riduzione o cessazione di questa cattiva abitudine. Nonostante, altre misure, come stabilire un ritmo di controlli orale costanti, possono essere di grande aiuto.

L’igiene orale dovrà essere portata a termine in modo meticoloso, con l’obbiettivo di ridurre il rischio di parodontite o di infezione nelle ferite in bocca.

Ci sono prodotti diversi che sono formulati specialmente formulati per le gengive, con lo scopo di offrire una maggiore capacità antisettica grazie al cloruro di cetilpiridinio e al lattato di zinco, oltre a rinforzare le gengive con la provitamina B5 e permethol. D’altra parte, si raccomanda di incidere su altri aspetti dello stilo di vita, come l’attività fisica e alimentazione, per rinforzare lo stato di salute generale.

In concreto, incrementare il consumo di alimenti ricchi in vitamina E (olio di semi, margarina, frutta secca, cereali integrali, pesce e tuorlo del uovo) e in vitamina C. Le persone fumatrici dovrebbero consumare un minimo di agrumi al giorno (kiwi, arance, mandarini, pompelmi, ciliegie, mango, papaya, melone e pomodoro), dal momento che aiutano a combattere l’effetto dannoso che i radicali liberi causano con il tabacco. In questo senso, esiste una linea di prodotti anti-age e che incorpora antiossidanti come le vitamine C ed E per neutralizzazione dei radicali liberi.

Per combattere un altro sintomo del consumo di tabacco, possono essere utilizzati prodotti per sbiancare i denti, riducendo le macchie gialle caratteristiche di questa cattiva abitudine. Tendenzialmente questi prodotti come dentifrici e collutori hanno delle particole che rinforzano lo smalto dentale e ricoprono le piccole imperfezioni, dando un effetto più bianco e liscio della superficie dei denti.

 

Con questo articolo abbiamo cercato di darvi una panoramica delle malattie che il fumo può causare con il passare del tempo. È superfluo sottolineare come sia di vitale importanza rinunciare al tabacco, e se ormai siete consumatori abituali di rivolgervi al vostro medico che vi potrà consigliare le procedure migliori per garantirvi una buona salute nel tempo.

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