Ortodonzia, dal semplice apparecchio alla carriera specialistica

Ortodonzia, dal semplice apparecchio alla carriera specialistica




Cos’è l’ortodonzia?

L’ortodonzia è un ramo dell’odontoiatria che studia, previene e corregge le alterazioni dello sviluppo, le forme delle arcate dentali e la posizione dei denti, con il fine di ristabilire l’equilibrio morfologico e funzionale della bocca e faccia, migliorando inoltre l’estetica del viso.

L’ortodonzia, specialistica sanitaria

La preoccupazione per raddrizzare i denti, a volte fa dimenticare alle persone la importanza dei fondamenti biologici e obbiettivi funzionali dell’ortodonzia, e la sua natura e inquadramento sanitario.

L’ortodonzia, non solo spostare i denti

L’ortodonzia affronta problemi che vanno ben oltre la collocazione individuale dei denti, affrontando al contrario la correzione delle alterazioni della mascella, della faccia e, soprattutto, dei problemi della masticazione.

 

Età per iniziare i trattamenti

 

L’età adeguata per trattare malocclusioni varia a seconda del tipo di problema e la sua gravità. Pertanto, è consigliato consultare un dentista appena scopre qualunque anomalia. Ad ogni modo raccomandiamo che, se rileva o no un problema, che porti suo figlio almeno ai sei mesi di età. I trattamenti con l’ortodonzia tendono ad associarsi con adolescenza, tuttavia, come vedremo più avanti, seppur non inizi un trattamento in tenera età, è importante, portare a termine un controllo periodico per assicurare una buona salute ai propri figli.

La normalità

Il trattamento con ortodonzia ha l’obbiettivo di dare la normalità ad ogni paziente. Con normalità, intendiamo le cose regolare, frequenti. Invece con ideale intendiamo la perfezione. Quando i componenti anatomici sono all’interno dei parametri che sono considerati accettabili, si dice che da un punto di vista dentistico, anche senza essere ideale, è all’interno di un equilibrio funzionale ed estetico.

Ricordiamoci, quindi, che la normalità non dev’essere confuso con l’ideale o desiderato. L’ortodonzia tratta, riconduce, sistema e incammina ad ogni paziente verso la propria meta, facendo che si ritrovi con il suo percorso di crescita e sviluppo, aggiustando i denti e mascella nel quadro della sua propria normalità.

Ma proprio la normalità ha bisogno di certe parametri da usare come riferimento.

 

Definire la bellezza è molto difficile. Tuttavia, un viso piacevole viene inquadrato dentro certe proporzioni armoniche, con le varianti personali ed etniche di ognuno, dove le misure hanno un ruolo importante, ma ricordiamoci; siamo soltanto valori di riferimento. Esistono correlazioni tra il posizionamento dei denti e il resto dell’insieme formato dalla mascella e la faccia. Per questo motivo è imprescindibile conoscere come si intrecciano normalmente tra loro, in quanto lo scopo che si prefigge l’ortodontista è quello di assemblare queste parti in modo armonico.

Ciò che l’ortodontista fa è conformare relazioni tra denti e mascella. La natura di ogni paziente è ciò che più in avanti aggiungerà i ritocchi compensatori di ogni caso, in accordo con il tipo facciale di ognuno, tutto questo all’interno dei gusti personali. L’ortodontista comprende, consiglia e decide sulla variabilità della norma, in quanto è per questo che riceve una formazione specifica.

 

Denti, tempi regolamentari

 

Quanti sono i denti e quando escono?

 

La dentizione temporale; è costituita da 20 denti. Iniziano a spuntare ai sei mesi fino a concludere la loro comparsa attorno ai 3 anni.

Dentizione mista; è quel periodo che si trova tra i 6 e 12 anni, che viene caratterizzato dal ricambio graduale dei denti temporali da quelli definitivi. Durante questa fase troveremo all’interno della bocca sia i denti temporali che quelli permanenti.

Dentizione permanente; Si completa tra i 12 e 14 anni, una volta spuntati tutti i denti permanenti, ad eccezione dei denti del giudizio. Ci sono casi in cui questa tempistica non viene rispettata, tuttavia non c’è da preoccuparsi.

 

Ciò che l’ortodontista fa è conformare relazioni tra denti e mascella. La natura di ogni paziente è ciò che più in avanti aggiungerà i ritocchi compensatori di ogni caso, in accordo con il tipo facciale di ognuno, tutto questo all’interno dei gusti personali. L’ortodontista comprende, consiglia e decide sulla variabilità della norma, in quanto è per questo che riceve una formazione specifica.

 

Occlusione

 

Al momento della nascita, le mascelle sono separate. In nessun modo esiste una relazione che includa la loro chiusura, in quanto non è stata sviluppata l’occlusione. La comparsa dei denti attraverso le gengive, comincia in età differenti e può avvenire in modo variabile. Come abbiamo già visto precedentemente. Man mano che iniziano a spuntare i denti temporali, vengono anche sviluppati verticalmente le ossa mascellari.

Quando i primi denti da latte iniziano a spuntare sulla parte posteriore, arriva un momento in cui i denti superiori si incontrano con quelli inferiori, entrando in contatto e stabilendo un ingranaggio che prima d’ora non esisteva, raggiungendo l’occlusione. La dentizione mista si inizia attorno ai 6 anni con l’uscita dei primi molari superiori e inferiori. Questi molari permanenti, all’incontrarsi tra loro, come anni prima era successo tra i temporali, determina la seconda occlusione.

Lo sviluppo di questi primi molari permanenti è di grande importanza, infatti oltre ad essere denti definitivi, servono come guida per la sistemazione corretta di tutti gli altri denti che devono ancora spuntare. Per questo motivo, la protezione e corretta conservazione è fondamentale.

 

I molari e canini temporali tengono lo spazio che, più avanti, verrà occupato dai canini e premolari definitivi. Dato che la grandezza dei denti temporali è maggiore rispetto a quella dei permanenti che devono ancora uscire, questa differenza concede uno spazio che bisogna preservare, infatti questo maggiore spazio viene utilizzato in trattamenti di correzione del posizionamento dentale.

Come possiamo immaginare, questo periodo è importantissimo per lo sviluppo dell’occlusione. Per questo è imprescindibile la visita dal dentista o ortodontista almeno ai sei anni di età, per assicurare che più avanti, ai dodici anni, quando spunteranno i secondi molari permanenti, tutti i denti prendano la posizione corretta. Nella maggior parte dei casi i molari permanenti, dovranno mantenere la posizione che hanno, senza spostarsi in avanti, ma a volte è proprio ciò che succede per colpa della perdita di denti temporali. In quanto caso, toglieranno parte dello spazio che appartiene ai denti definitivi per potersi sviluppare.

Indipendentemente dal fatto che spostandosi alterano il rapporto che devono mantenere tra di loro. L’occlusione risulta ancor più compromessa dovuto al fatto che sulla mascella superiore lo spazio per il ricambio dei denti è maggiore rispetto a quella inferiore, per questo motivo i molari superiori dovranno essere mantenuti al loro posto, senza permettere che vengano spostati. Questo spazio chiamato di riserva bisogna mantenerlo ad ogni costo. Per ottenere ciò, quando vengono persi dei denti temporali, per diversi motivi che non stiamo qui ad elencare, bisognerà mettere mantenitore di spazio che avrà lo scopo di tenere invariato lo spazio. I mantenitori di spazio devono essere controllati periodicamente per osservare lo stato di sviluppo dei denti permanenti. Una volta che questo succederà, allora potranno essere tolti.

Il rapporto che mantiene la corona dei denti permanenti in sviluppo con i corrispondenti denti temporali, determina che i permanenti elimino attraverso l’esercizio di una pressione quelli temporali, favorendo il loro rimpiazzo. In caso contrario, in una situazione nella quale gli assi di ambe due ritardasse il ricambio degli incisivi, potrebbe causare che i denti permanenti possano uscire davanti o dietro i temporali, senza che questi vengano sostituiti.

 

 

Trattamenti

I trattamenti con l’ortodonzia possono essere di tipo intercettivo o correttivo.

I primi cercano di evitare le alterazioni maggiori, mentre i secondi raggiungono risultati definitivi.

 

Trattamento intercettivo; in genere, si inizia e si conclude durante la dentizione temporale o mista. Non si scarta la possibilità di una correzione posteriore, davanti all’apparizione di altre anomali simili o differenti.

Questo tipo di trattamento, è utilizzato regolarmente per correggere abitudini anormali, che possono interferire con il regolare sviluppo del viso e della mascella. Alcune malocclusioni che si sviluppano per colpa di abitudini come quella di cucciarsi il pollice possono essere corrette da sole con il solo smettere di fare questa cosa. Sfortunatamente, in altre occasioni si provocano malocclusioni che richiedono un trattamento con l’ortodonzia, anche se magari con apparecchi semplici. I trattamenti intercettivi si orientano, pertanto, alla correzione di alterazioni incipiente, dato che, al non prendere alcun tipo di misura, peggiorerebbe la malocclusione. L’ortodontico è stato formato in crescita e sviluppo per determinare con esattezza la complessità della situazione.

 

Trattamento correttivo

Quando il trattamento intercettivo non è stato fato, o non ha avuto un risultato sufficiente per la natura della malocclusione, allora è necessario realizzare un trattamento correttivo. In questo caso, indirizzato a correggere una malocclusione consolidata. Per i trattamenti correttivi vengono utilizzati principalmente, tre tipi di apparecchi:

 

  • Apparecchi funzionali;
  • Apparecchi removibili: I più consigliati quando si inizia questo tipo di trattamento attorno ai 10 o 12 anni.

Durano approssimativamente tra un anno e mezzo e tre, e si concludono quando la dentizione permanente è stata completata, ad eccezione dei denti del giudizio. Il fatto che facciamo riferimento ad un’età ideale per iniziare i trattamenti correttivi, non significa che non possano essere iniziati dopo l’adolescenza, anche in età adulta. A seconda dell’età i trattamenti con ortodonzia avranno obbiettivi e risultati diversi. Anche se si insiste nell’importanza del trattamento precoce, sempre più spesso vengono trattati con ottimi risultati difetti in persone adulte. I trattamenti in pazienti adulti avvengono tendenzialmente in collaborazione con il dentista di fiducia. Non esiste alcuna ragione perché una persona adulta rinunci ad un trattamento con l’ortodonzia in questo momento in cui possiamo beneficiare di tecniche avanzate in una società che da sempre più importanza all’estetica della persona.

 

In questa prima parte abbiamo iniziato a dare una visione a questo ampio ramo dell’odontoiatria, nei prossimi articoli vedremo ancora alcuni tipi di apparecchi che vengono utilizzati, insieme ad una serie di domande e risposte che vi aiuteranno a chiarirvi le idee su molte cose.

 

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