Autotrapianto dentale

Autotrapianto dentale




Introduzione

L’autotrapianto dentale viene definito come l’estrazione di denti permanenti, i quali sono collocati in un nuovo alveolo, può essere un alveolo post estrazione o dovrò essere realizzato un nuovo alveolo nel luogo dove verrà impiantato il dente nella corretta posizione al suo interno.

Questa procedura può essere utilizzata per la sostituzione di un dente permanente perduto, denti ectopici, denti con carie avanzate, denti anchilosati, con malformazioni o denti mancanti. L’obbiettivo primario dell’autotrapianto è rimpiazzare tanto la funzione estetica di un dente perso con un altro presente in bocca con simili condizioni a quelle del dente perso.

 

Trapianto dei denti nella storia

 

L’autotrapianto dentale viene eseguito da moltissimi anni, uno dei primi che inizio ad esperimentare questo trattamento fu John Hunter nel 1767. Iniziò trapiantando un dente di un cadavere ad una persona, tuttavia l’esito positivo duro soltanto un paio d’anni; anni dopo colloco un dente nella cresca di un gallo, per la vascolarizzazione di questa zona.
Nel 1775 Lecuri disse di aver realizzato un centinaio di trapianti, Lemayeur nel 1785 realizzo una tecnica di trapianto con esito soddisfacente, ma notaro col passare del tempo che venivano trasmesse anche diverse malattie. Quindi da quella volta si iniziarono a stabilire protocolli di sicurezza ed igiene. Nel 1930 Andreasen riuscì a realizzare il primo trapianto.

 

Il trattamento, condizioni per poter usufruire di un autotrapianto dentale

 

L’autotrapianto deve essere realizzato simultaneamente in un solo intervento chirurgico, tenendo conto che è l’unico trattamento odontoiatrico radicale, conservatore e che riabilita allo stesso tempo.

Le indicazioni per poter usufruire questo trattamento sono semplici, ovvero quando sia impossibile riabilitare il dente in questione o in assenza degli organi dentali. Le controindicazioni sono quindi quando possa essere riabilitato il dente, in posti che siano soggette ad infezioni localizzate o siano possibili trattamenti come impianti dentali tradizionali.

La valutazione per capire se il dente che sarà trapiantato è ideale per il trattamento, dev’essere fatto in forma clinica e radiografica. Bisogna osservare la forma anatomica del dente e se coincide con l’alveolo ricettore; se la preparazione del alveolo è facile, lo stato di sviluppo della radice e in danno che può subire il dente che sarà riposizionato.

Dunque per raggiungere un esito positivo nel trapianto del dente, è necessario tenere a mente diversi aspetti:
1)  Cura nella scelta del dente che verrà trapiantato, prendendo in considerazione la morfologia e lo sviluppo della radice.

2) Corretta preparazione del alveolo

3) La tecnica chirurgica deve essere una delicata manipolazione dei tessuti duri e molli del dente.

4) Mantenere la vitalità delle cellule del legamento del dente.

5) uso appropriato dei mezzi per fissare il dente, per raggiungere la stabilità dello stesso.

6) Ridurre la pressione al momento dell’occlusione

La morfologia del dente che verrà trapiantato; la radice dev’essere di forma conica e soave per non causare danni quando verrà inserito. Il dente che sarò autotrapianto deve stare in minor tempo possibile fuori dalla bocca.

Se il dente si trova in sviluppo, bisogna conservare tutte le sue parti, per permettere lo sviluppo anche dopo che il dente verrà trapiantato. Tuttavia, per evitare i problemi che potrebbero sorgere, bisogna scegliere un dente che si trovi in un determinato periodo di sviluppo affinché sia ottimale per il trapianto, in modo che anche se non continuasse lo sviluppo avremmo già un dente con la sufficiente superficie.

L’alveolo dove verrà trapiantato il dente dev’essere ampio, si suggerisce abbia almeno 2mm in più rispetto al dente per non danneggiare il trapianto.

Buona riuscita del trattamento

L’esito dei trapianti dentali è sempre più positivo grazie al continuo miglioramento delle tecniche e strumenti utilizzati. Grazie ad una maggiore comprensione della cicatrizzazione ossea, dentale e della polpa. La vitalità della polpa di un autotrapianto è associata alla rivascolarizzazione. Di tutti i trapianti fatti soltanto il 15% dei denti recupera la vitalità della polpa.

Il pronostico favorevole aumenta se l’intervento è realizzato in uno stato di eruzione, visto che il legame di un dente non sviluppato è più grosso e funzionale che nel legame di un dente sviluppato. All’essere estratto e rimpiantati, il legame grosso ha una maggiore percentuale di riuscire, quindi c’è una maggiore possibilità di reinserimento. Questo può variare da paziente a paziente.

Andreasen assicura che la sopravvivenza dei denti impiantati va dal 74 al 100 percento, la cicatrizzazione della polpa ha un 80/90 percento di esito positivo e la cicatrizzazione parodontale ha un esito positivo che va dal 79 al 100 percento rispetto allo sviluppo della radice assicura che è stato visto in denti con ¾ o 2/3 di radice.

Il trapianto di premolari è quello più comune, ma ci sono altre numerose possibilità; come quella degli incisivi laterali, canini, molari. Tutti i denti permanenti possono essere trapiantati, essendo comunque importante lo stato di sviluppo in cui si trova.
I denti trapiantati possono ricevere trattamenti estetici e odontoiatrici regolari. Solo in caso di ortodonzia bisogna aspettare dai 3 a 4 mesi dopo l’intervento del trapianto, ma ogni caso è a sé.

Ci sono casi in cui sono stati trapiantati denti premolari per permettere l’inserimento dell’ortodonzia.
In caso di perdita di denti in incidenti, è possibile auto trapiantare un dente, realizzando prima un aumento dell’osso nella zona in cui verrà trapiantato e successivamente svolgere l’intervento.


Vantaggi del autotrapianto dentale

 

I vantaggi degli autotrapianti dentali, in confronto ad altre forme di riabilitazione orale sono che questo trattamento evita cambiamenti nello sviluppo del mascellare e della mandibola; è biologicamente più compatibile, rappresenta un trattamento conservatore, con la possibilità di sviluppo dell’osso alveolare nella zona ricettiva, mantenimento della cresta alveolare, inoltre mantiene la funzione ed è un metodo di costo non troppo elevato e con un tasso di esito positivo elevato.

Complicazioni dovute all’autotrapianto dentale

Una delle complicazioni principali è l’infiammazione o il riassorbimento radicolare del dente trapiantato. La causa maggiore di un eventuale fallimento del trapianto è il riassorbimento radicolare esterno. La cicatrizzazione parodontale è responsabile del riassorbimento radicolare dopo l’autotrapianto, le cellule parodontali sono conosciuti per favorire l’anchilosi e il riassorbimento della radice.

Se la polpa dentale arriva alla necrosi, può causare l’infiammazione del tessuto parodontale e causare il riassorbimento radicolare, per questo motivo il trattamento endodontico dei denti autotrapianti può aiutare a migliorare la buona riuscita del trapianto. Una preparazione adeguata del luogo ricettore e la protezione delle cellule dal danno parodontale dovrebbe aumentare il tasso di riuscita del trattamento.

Conclusione

 

Come abbiamo accennato in precedenza, questo tipo di trattamento ha molti anni alle spalle. Questo ci permette di conoscere ormai molti aspetti e difficoltà che accompagnano questo tipo di soluzione. È bene prendere in considerazione ogni tipo di trattamento prima di arrivare a scegliere questa opzione, tuttavia non è da escludere affatto visto i vantaggi che porta al paziente.

9

Nessun Comento

Lascia un Commento